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by wp_10896779
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Io cado / la fragilità e vulnerabilità   

Parole chiave: #vulnerabilità, #fragilità, #riconciliazione, #trasgressione, #solitudine, #dolore, #corpo

Alcune volte la vulnerabilità ha una natura sociale ed economica, altre volte è esistenziale, è legata al sentire insicurezza e vuoto, al disorientamento nella ricerca di senso e all’esperienza del dolore nel corpo (che nasce più volte, s’ammala, si riprende, muore).

Sentirela propria fragilità e sentire la fragilità dell’altro, soprattutto se ferito, è una questione. All’inizio del nostro «costruirci come umani» c’è un desiderio: «abbiate cura di me» (vogliatemi bene, nutritemi, amatemi…). Il problema è che l’unico modo per avere qualcuno che si prenda cura di me è vivere delle relazioni, cioè ammettere che gli altri esistono. Qui nasce un conflitto inevitabile: per avere cura di me devo avere cura degli altri, che a loro volta avranno lo stesso desiderio. «Voler bene però… fa un sacco male».

Visitare i cantieri Caritas e aprirsi ad un confronto si questo può mostrare altre parti della fragilità umana come nuova prospettiva e possibilità rispetto allo stare con gli altri e a noi stessi. Ad esempio può insegnarci a reggere la vulnerabilità del nostro corpo, corpo che può nascere più volte, che poi s’ammala, che si riprende, che poi muore e che porta diverse abilità nel corso della vita. Allo stesso modo la fragilità può diventare qualcos’altro. Il tema prende la spunta da una domanda:

Io rinasco / creatività e cura

Parole chiave: #cura, #ascolto, #sperimentazione, #relazioni, #snodi, #impegno, #cambiamento

“Cura” non è solo una questione astratta, è fare qualcosa, nel tempo e con attenzione e creatività, riconoscendo le risorse delle persone. Implica un rapporto reciproco – aldilà delle età e delle condizioni sociali e culturali – ed è un impegno attento che si esprime in gesti, parole, emozioni, a volte anche in contrasti. La cura è la base della “generatività sociale” (Magatti). Con questo termine si sottolinea il fatto che, in ogni nostra azione, si parte da un’iniziativa personale, ma si va poi a coinvolgere altri, andando al di là di chi comincia.

L’azione Caritas, la solidarietà e la misericordia… è sempre aldilà di chi comincia, ed è cura e creatività insieme per sostenere snodi di vita(in prima persona e come famiglie e comunità). Uno snodo è una curva a gomito al fondo di una lunga salita, è il momento in cui una persona recupera risorse personali, materiali e relazionali sufficienti da rendersi resiliente nella crisi. Il lavoro, la casa, il recupero degli affetti sono opportunità di riscatto e ripartenza.  Molte storie approdate ai centri di ascolto Caritas mostrano delle vie percorribili per mantenere mente, cuore e mani aperte nella rassegnazione e nella sfiducia.

Ascoltare, attivarsi e costruire sono i passi della cura.

Il progetto prevede che le classi coinvolte sperimentino in pratica idee creative di “cura”, a partire da quanto scoperto nel lavoro dell’anno precedente e da quanto seminato nei laboratori di partecipazione.  

Un progetto a più mani

Si prevedono incontri e laboratori di formazione esperienziale sul campo (nelle realtà dei cantieri Caritas in essere a Fossano e altrove), momenti di narrazione e conoscenza delle storie e delle persone in cui mettere a fuoco il lato “umano” delle questioni, spazi di progettazione partecipata di iniziative che esprimano quanto si è appreso intorno ai temi, occasioni di formazione collaborativa tra e per insegnanti e giovani animatori, iniziative culturali musicali che vanno oltre la performance artistica (il concerto).

Sul versante interno (governance) si prevede una collaborazione a più livelli che richiede un intenso lavoro di coordinamento e regia organizzato su più livelli.

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